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Ciao, ho trovato su internet il quadro che hai messo per il disturbo bipolare! non riesco assolutamente a scoprire di chi sia, nè tanto meno il titlo!!! se me lo dicessi ti sarei veramente grata! mi serve per i miei studi!
... Si può produrre il fuoco da una pietra raccolta sul fondo di un
fiume e una candela può rischiarare un luogo che è rimasto buio per un
miliardo di anni.
Come dice la parola stessa, il disturbo bipolare consiste nell'oscillazione fra due polarità. Ad oscillare è il tono dell'umore, che passa da una polarità depressiva ad una euforica, con una certa ciclicità. Da qui anche l'altro termine che caratterizza questa condizione: la ciclotimia,
che però si riferisce ad un disturbo meno grave, in quanto definisce un
tratto di personalità e non una vera e propria patologia. Il sintomo
psichiatrico fu chiamato inizialmente “psicosi maniaco-depressiva” : i
due stati, di eccitamento maniacale e di depressione, venivano
considerati la manifestazione di un unico processo morboso.
Definizione:
Il disturbo bipolare è un disturbo
del tono dell'umore caratterizzato dallo sviluppo di almeno un episodio
maniacale o misto in un periodo qualsiasi della vita del paziente.
Ciclicità:
I
cicli di depressione ed euforia si alternano a periodi di completa
'normalità', per cui il soggetto riesce spesso a trovare un equilibrio.
Inoltre, non sempre, dopo la fase depressiva, si ha quella di
eccitamento maniacale.
Sintomi:
I sintomi osservabili nella fase depressiva sono quelli consueti della depressione: - ansia e irrequietezza, - demotivazione, - noia, - pessimismo, - sensi di colpa, - sensi di inadeguatezza, - scarsa autostima, - tendenza a piangere ed a commuoversi, - scarse capacità di concentrazione, - rallentamento nel pensiero, nell'eloquio, nella gestualità, - alterazioni del sonno e dell'appetito, - idee di morte e di suicidio, ecc.
Meno conosciuti, anche perché più facilmente scambiati per un tratto di personalità, sono i sintomi relativi alla fase euforica, o maniacale:
- ottimismo eccessivo - grande stima di sé, - grande energia, - espansività, - eloquio e pensieri accelerati e inarrestabili, - fuga delle idee, - insonnia senza sensi di stanchezza, - iperattività confusa, - disinibizione sessuale, - impulsività nelle spese (acquisto di cose inutili e dispendiose compromettendo la stabilità economica familiare), - sottovalutazione della realtà, - facile irritabilità, tendenza alla lite per futili questioni (scenate, cause in tribunale, ecc.) - tendenza a comportamenti polemici - deliri di onnipotenza ( la persona si attribuisce conoscenze importanti, poteri particolari, missioni per conto di Dio, ecc.)
Se
i sintomi durano più di una settimana e la persona è incapace di
assolvere ai suoi abituali compiti lavorativi e familiari, oppure è
necessaria l’ospedalizzazione, si parla di episodio maniacale
(disturbo bipolare di tipo I); se invece la durata dell’episodio è
minore, o la compromissione è meno marcata, viene fatta diagnosi di episodio ipomaniacale (disturbo bipolare di tipo II).
Esordio della malattia:
L’età
di esordio è tra i 15 e i 40 anni: spesso le prime manifestazioni del
disturbo sono di tipo depressivo, a volte alternate a episodi
ipomaniacali che non destano molta preoccupazione. Nel periodo adolescenziale questo disturbo può causare abbandono scolastico, perdita del lavoro e problemi di relazione.
Diagnosi:
Per
la diagnosi di disturbo bipolare di tipo I è sufficiente la presenza di
un episodio maniacale o misto (copresenza di sintomi maniacali e
depressivi per almeno una settimana, con marcata compromissione).
Eziologia:
Si
tratta di una malattia a forte componente genetica, tanto è vero che
tutte le persone interessate hanno parenti o affini con sfumature
simili di personalità. Chiaramente oltre alla predisposizione genetica,
grande importanza hanno anche gli eventi della vita, le influenze
dell'ambiente. L'alternarsi delle stagioni ha grande influenza su
questa ciclicità del tono dell'umore, per cui in inverno, primavera ed
autunno si tende più facilmente verso la depressione e durante l'estate
verso l'euforia (o la mania).
Rischi:
Tra i rischi a cui sono esposte le persone con disturbo bipolare ci sono:
- il suicidio (durante gli episodi depressivi) - la morte per cause accidentali (es. a causa di una guida spericolata) durante gli episodi maniacali; - compromissione dei rapporti interpersonali, - compromissione della stabilità economica (durante gli episodi maniacali, per shopping compulsivo) - perdita del lavoro (es. per comportamenti inadeguati, tenuti durante gli episodi maniacali) - uso di tranquillanti e droghe per automedicazione.
La terapia:
La
terapia è prettamente farmacologica per i casi più gravi, soprattutto
durante le fasi acute di depressione e di euforia; grande efficacia ha
il litio, che riesce efficacemente a modulare il tono
dell'umore. Naturalmente anche la psicoterapia è di grande aiuto,
soprattutto per il sostegno e l'ascolto dato al paziente nelle sue due
fasi, anche se, nella fase euforica, è ben difficile convincere il
paziente che ha bisogno di cure. Un trattamento ideale di psicoterapia
dovrebbe collocarsi tra due episodi, di mania o depressione, per 6/9
mesi. Il trattamento psicoterapeutico dovrebbe includere:
- informazione. Approfondimento degli aspetti del disturbo bipolare; - monitoraggio del tono dell'umore. Per capire quando ci sono in atto i cambiamenti; - strategie di gestione dell'umore – Per aiutarsi a controllare meglio i cambiamenti; - acquisizione di abilità - Per saper far fronte ai momenti di ricaduta nella malattia; - terapia cognitivo-comportamentale - Per il trattamento della depressione.
Diffusione:
Il
disturbo bipolare di tipo I è una patologia che interessa l’1 per cento
della popolazione; se si prende in considerazione anche il disturbo
bipolare di tipo II, la prevalenza dei disturbi bipolari interessa dal
2,6 al 7,8 per cento delle persone.
Prognosi:
L'evoluzione
della malattia, se non diagnosticata e trattata, può arrivare a un
punto in cui i periodi di stabilità sono sempre più brevi, mentre i
sintomi degli episodi maniacali e depressivi sempre più gravi. Con una
adeguata terapia il decorso del disturbo è in genere benigno, con una
remissione totale dei sintomi nei periodi intercritici nella maggior
parte dei pazienti; esistono tuttavia persone affette da disturbo
bipolare in cui il grado di disabilità è marcato, per il susseguirsi
quasi ininterrotto di episodi di malattia, o per la cronicizzazione di
una fase, in genere quella depressiva.
Centro
di eccellenza per la diagnosi e la cura dei Disturbi dell’Umore, vi
fanno riferimento pazienti provenienti da ogni regione d’Italia. Il
centro accoglie un’ampia casistica di pazienti che presentano quadri
clinici complessi o refrattari ai più tradizionali trattamenti.
L’offerta, in particolare, di innovativi trattamenti di tipo somatico e
cronobiologico, ancora scarsamente diffusi sul territorio nazionale,
rende questo centro unico in Italia.
CARATTERISTICHE
L’unità operativa di riabilitazione,
cioè il reparto di degenza dove vengono accolti i pazienti che
richiedono un’assistenza di tipo ospedaliero, è dotata di 48 posti
letto. La struttura è adeguatamente attrezzata affinché i pazienti
possano usufruire delle più innovative strategie di trattamento
cronobiologico e somatico ed accedere a programmi riabilitativi
multimodali: sono presenti una stanza dotata di lampade per la terapia
della luce, una camera di degenza allestita per la terapia del buio,
alcuni spazi accessibili ai gruppi di pazienti impegnati nelle diverse
attività riabilitative, un ampio salotto dotato di televisore (STEPS),
uno spazio esterno riservato ai degenti dell’unità. Gli ambulatori
sono dislocati in una palazzina separata e costituiscono il punto di
riferimento per le circa tremila persone che già ricevono assistenza
presso il nostro centro e per l’accesso dei servizi da parte dei nuovi
pazienti. Differenti figure sanitarie costituiscono l’equipe di
reparto: medici psichiatri, psicologi, infermieri ed educatori. Ognuno
di essi risponde, con le proprie competenze professionali, ai bisogni
del paziente. La complessa integrazione delle diverse competenze
professionali e dei distinti momenti terapeutici in un intervento
clinico efficace si realizza non solo grazie all’alto grado di
specializzazione ed esperienza degli operatori, ma anche per effetto di
una garantita continuità terapeutica. Nella pratica clinica infatti,
ciascun paziente, sia egli ricoverato o in visita ambulatoriale, è
seguito dallo stesso medico e partecipa alle attività psicoterapeutiche
e riabilitative organizzate dallo stesso gruppo di psicologi ed
educatori. Tutto ciò facilita grandemente l’adesione del paziente al
piano terapeutico impostato, anche sul lungo termine.
LINEE DI RICERCA
L’intera
equipe del centro è costantemente impegnata nell’attività di ricerca
scientifica specifica per i Disturbi dell’Umore, con differenti scopi:
Ampliare le conoscenze circa i meccanismi eziopatogenetici delle diverse entità patologiche;
Ideare e validare strumenti di diagnosi e misurazione obiettiva degli stati morbosi;
Sperimentare innovazioni nel campo del trattamento dei disturbi.
Grazie
all’alto grado di specializzazione, la popolazione che afferisce al
centro riproduce una ricca casistica di quadri clinici complessi o
refrattari ai più comuni trattamenti e costituisce perciò il campione
statistico ideale per la sperimentazione di nuove opzioni terapeutiche,
allo scopo di offrire cure adeguate ad una proporzione sempre maggiore
di pazienti. Le principali linee di ricerca scientifica sono:
Psicopatologia dei disturbi dell’umore
Psicofarmacologia clinica e tecniche di potenziamento
Cronobiologia e cronoterapia
Somatoterapia (TMS)
Genetica e farmacogenetica con la collaborazione dei biologi dell’Istituto
Neuroimaging funzionale (fMRI) con la collaborazione dello staff del C.E.R.M.A.C.
DIDATTICA
Il
personale medico del reparto è attivamente coinvolto nell’attività
didattica dell’Università Vita-Salute San Raffaele, nel contesto del
corso integrato di Psichiatria e della Scuola di Specializzazione di Psichiatria e Psicologia Clinica, diretti dal Prof. E. Smeraldi. È inoltre organizzato annualmente il Master inPsicofarmacologia Clinica.
Clinici e ricercatori del centro sono inoltre impegnati nella
divulgazione delle più recenti acquisizioni scientifiche nel contesto
di alcuni seminari, spesso a carattere internazionale, inseriti nel
progetto ECM.
Discorso del sig. Akio Nakano, viceresponsabile della divisione educatori della prefettura di Chiba Dal punto di vista della fisica
Il
premio nobel giapponese prof. Tonegawa parlando del cuore umano si è
chiesto: “In quale parte del nostro corpo lavora il cuore?” Detto così,
viene spontaneo mettere la mano sul petto. E invece dovremmo metterla
sul nostro cervello. Fino ad ora il cuore umano è stato trattato nel
campo della filosofia. Dunque, più la scienza è progredita, più è
emerso che il nostro cuore funziona nel nostro cervello. Il prof. ha
spiegato questo concetto attraverso l’esempio di un neonato. Supponiamo
che la sua famiglia sia composta di un giapponese, un americano, un
cinese, un francese, un tedesco ed un coreano. Ogni giorno sente
parlare in sei lingue differenti. Quale lingua parlerà da grande? La
risposta è: Parlerà tutte e sei le lingue. Ci sono già stati degli
esperimenti di questo genere. Ciò significa che un neonato umano
possiede un cervello straordinario. Come può essere possibile? Il sig.
Tonegawa dice, che ciò dipende dal fatto che l’attività cerebrale di un
neonato è diversa da quella di un adulto. Qual è la differenza? Sembra
che le onde cerebrali siano diverse. Come sapete, il nostro corpo è
composto da cellule, e più precisamente da circa 70 bilioni di cellule.
Tutte le parti del corpo – dai capelli fino alle unghie dei piedi –
sono composte da queste cellule, che a loro volta sono costituite da
molecole. Le molecole sono composte da atomi e gli atomi sono
costituite da particelle elementari. Queste sono composte da quanti. La
scienza moderna è arrivata fino a questo punto. Come sono questi quanti? Oscillano come delle onde. OSCILLANO. Il nostro corpo è dunque composto da oscillazioni. In
teoria la tesi delle oscillazioni era già stata dimostrata, ma non si
sapeva come misurarle. Lo scienziato americano Wanestock ha creato uno
speciale apparecchio, che ora si usa anche nel campo della medicina.
Attraverso questo strumento si è potuto dimostrare che siamo costituiti
di oscillazioni. Tutte le cose – sia animali che piante - emettono
onde, emettono la loro frequenza. Di tutte le frequenze emesse dagli
esseri umani, quelle del cervello sono le più intense/forti. Anche
l’Universo oscilla. Le onde provenienti dall’universo sono le
oscillazioni più ordinate/regolari. Sembra che si trovino esattamente
fra l’onda α e quella θ. Per parlare in termini di stato vitale degli
esseri umani, le onde θ corrispondono ad uno stato molto piacevole,
come uno sonnellino. Lo stato delle onde α è uno stato meraviglioso,
come se vincessimo tutte le lotterie – uno stato di perfetta forma.
Dato che la frequenza dell’Universo sta esattamente al centro delle due
frequenze, essa corrisponde allo stato che sta fra il piacevole
pisolino delle onde θ e lo stato di estasi delle onde α. Misurando
questo stato con l’apparecchio sopra menzionato, si ottiene la
frequenza di 7,5 HZ = questa è la frequenza dell’universo. Per questo
motivo la frequenza di 7,5 HZ è lo stato migliore per gli esseri umani.
Ma può esistere una persona di questo tipo? Sì, il neonato si trova
in questo stato di totale corrispondenza con le oscillazioni
dell’universo. Questo è lo stato favorevole, in cui il cervello
assimila tutto in maniera purissima. Il neonato non è permaloso,
naturalmente piange quando ha fame, ma questo è un’altra cosa. La sua
frequenza è costantemente di 7,5 HZ. Ha occhi belli, pelle luminosa e
cresce velocemente. La sua esistenza stessa si trova nel miglior stato
possibile – quello delle oscillazioni dell’universo. Per questo motivo
il neonato assimila tutto in breve tempo, anche quando cresce con sei
lingue diverse. Possiamo noi adulti - che nutriamo rancore verso gli
altri, che ci lamentiamo di tante cose e che soffriamo, proviamo ira e
possiamo tradire – raggiungere uno stato così sereno ed ideale come il
neonato – lo stato dell’universo con la frequenza di 7,5 HZ? Sembra
essere molto difficile. Ma il prof. Tonegawa sostiene, che anche gli
adulti ci possono riuscire. Lui sostiene che bisogna consapevolmente adottare due metodi: 1.
Dovremmo sforzarci di ricordare sempre eventi gioiosi e felici del
passato. In questo modo attireremo ulteriori eventi gioiosi e positivi.
Osservando il nostro passato ci accorgeremo che abbiamo comunque
vissuto abbastanza bene. Chi cerca di pensare a momenti felici, si
avvicina allo stato di 7,5 HZ .Supponiamo che nel nostro vicinato si
trovi una coppia anziana, che odiamo. Forse non è un esempio molto
gentile, ma è soltanto un esempio. Supponiamo che i due ci critichino e
infastidiscano continuamente. Se pensiamo: “Forse mi sono potuto
sviluppare umanamente grazie alle loro critiche. In realtà ne ho avuto
un vero vantaggio.”, ci stiamo muovendo verso il mondo della frequenza
del 7,5 HZ. Se invece pensiamo: “Speriamo che muoiano presto” ci
allontaniamo da questo stato. Conviene indirizzare ogni singolo evento
sempre in una direzione migliore, più gioiosa. Questo atteggiamento è
essenziale. 2.Il secondo metodo: Dovremmo avere le idee chiare
rispetto al nostro futuro. Dovremmo immaginarci il nostro futuro in
maniera chiara e concreta. In questo modo diamo al nostro cervello
l’ordine che sarà così. In questa maniera anche le celebri gemelle
giapponesi Kin e Gin (oro e argento) all’età di 30 anni decisero di
vivere fino a 100 anni. Anche quando si ammalavano, non dubitavano del
fatto di poter vivere a lungo e questo atteggiamento ha avuto il suo
effetto nel loro cervello. Di fatto sono vissute più di 100 anni
felicemente. Non fa bene pensare che prima o poi tutti dobbiamo morire
– così si muore presto. Se vi ammalate e pensate che prima o poi
guarirete, rimarrete ammalati a lungo. Dovreste decidere concretamente
entro quanti giorni volete essere guariti. Fino a quel giorno
dovreste immaginare di essere già guariti. Dovreste realizzare che
ancora la guarigione non si è manifestata nel vostro cervello. Per
esempio cominciate ad immaginate che gli altri vi facciano i
complimenti per la guarigione o che riceverete tanti bei fiori quando
lascerete l’ospedale. In questo modo il vostro desiderio si realizzerà
molto più facilmente. Molte ditte, che vendono benissimo i loro
prodotti, usano questo metodo e creano prima l’immagine del successo.
Le ditte in cui i responsabili dei vari reparti danno ordini e basta
sono spesso fallite. Nelle buone aziende i responsabili dei vari
reparti si incontrano e discutono in maniera vivace e gioiosa
liberamente il futuro della loro ditta, sviluppando così buone idee
riguardo ai nuovi prodotti. Entrano tutti insieme nel mondo di 7,5 HZ.
Qualcuno riassumerà le nuove idee e creerà un’immagine dei prodotti del
futuro, sviluppando così il nuovo prodotto in maniera chiara e
concreta. Il prodotto che nasce in questo modo diventerà un trend del
momento. L’immaginazione del futuro è dunque molto importante.