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5月21日

...Pensieri della sera

Vorrei ringraziare tutte le persone che fan visita a questo blog, anche se non ci conosciamo personalmente vi sento vicino.
Mi sento di descrivervi la mia esperienza con la pratica buddista e trasmettere ad ognuno di voi l'immenso potere del Gohonzon.
Ieri mio figlio (la voce diretta della verità) mi ha confidato che l'unica persona che nella sua vita  ha visto cambiare in positivo e in tutto sono io, e non posso descrivervi la mia gioia per queste parole, perchè mi danno la conferma che il risultato della pratica è evidente nella vita di tutti i giorni e in qualsiasi circostanza.
Se prima mi sentivo intrappolata e sopraffatta dagli eventi negativi e vivevo costantemente momenti d'ansia e di depressione, oggi posso solo dire che tutto questo è svanito .
Oggi la mia felicità si irradia in tutto ciò che mi circonda.
Posso gioire anche degli ostacoli che mi si presentano, poichè sono il mezzo per crescere e compiere la mia rivoluzione umana.
 Il mondo può cambiare se il cambiamento avviene principalmente in noi stessi. Non è facile abbattere credenze o legami derivanti da una cultura occidentale, come non è facile porsi davanti ad uno specchio e guardarsi dentro sapendo che tutto dipende da noi. Affrontare la propria rivoluzione umana significa principalmente essere responsabili della propria vita e delle proprie azioni senza affidare la nostra sorte al caso o al resto del mondo al di fuori di noi. Tutto parte da noi.
Io decido se farmi sopraffare dai problemi o se affrontarli e combatterli a testa alta e con coraggio.
Io decido se regalare un sorriso per ricerne altrettanti.
Io decido se oggi sarà una buona giornata indipendentemente dalle circostanze.
Io decido di rispettare la vita in tutte le sue forme e varianti, di rispettare ogni essere umano, la natura e tutto ciò che mi circonda.
Ma principalmente decido di rispettare la mia stessa vita e di amarla al di sopra d'ogni cosa.
Questo è essere buddista.
Se penso a quante persone vivono la sofferenza che solo fino a sei anni fa mi accompagnava il mio cuore si rattrista.
Quante persone sentiamo dichiarare "io sono felice"?
Ma non quella felicità che si prova quando vinciamo la lotteria o quando ci fanno un dono gradito, ma quella fekicità che ti avvolge  e ti accompagna in tanti momenti della giornata.
Io , qui in costa rica, stò facendo una scorpacciata di sensazioni di autentica felicità.
Ogni volta che il mio sguardo incontra una scimmia,  una farfalla, uno scoiattolo,  un pappagallo, un'iguana, una tartaruga, un delfino, un tramoto, l'oceano, le piante e i fiori, non posso fare a meno di pronunciare nel mio cuore "nam-myoho-renge-kyo" , il ritmo universale della vita, la vera entità della vita, il senso della vita che non necessita di  domande, teorie , ipotesi o leggende, ma è la vita stessa.
Tutto è vita e la vita è un ciclo identico per tutto ciò che esiste. Il ciclo di nascita e morte che permea l'universo.
Io ho deciso di credere in me stessa e su questo ritmo straordinario che mi pone sulla frequenza giusta, non potevo più fare affidamento su qualcosa al di fuori di me e residente solo nell'alto dei cieli. Ci ho provato ma mi è servito solo a peggiorare i sensi di colpa causati dalla depressioni. Non potevo più aspettare con lo sguardo rivolto al cielo tutte le volte che sentivo scivolare via la mia vita in quel nel tunnel degli orrori, perchè così era il mondo che vivevo nei momenti peggiori.
Tutto questo non posso dimenticarlo, ma ora posso ricordarlo senza provare quell'angoscia che mi serra la gola.
Il massimo della felicità per me , sarebbe che i miei adorati genitori accettassero serenamente la mia scelta religiosa. Non voglio il tacito assenso per sotterrare l'argomento, ma la serenità nei loro cuori. Nessuna religione può pretendere davere il monopolio della fede, la fede è un sentimento libero.
Io non condanno la religione cattolica e ne tutte le altre presenti sulla terra. Accetto e rispetto qualsiasi ideologia anche se non la condivido personalmente.
Ho solo compreso che la filosofia buddista e la fede nel buddismo era l'unico mezzo per elevare me stessa donandomi la capacità d'amarmi e rispettarmi prima d'ogni cosa.
E così è stato.
Ho rivoluzionato di nuovo tutto, ma questa volta con un 10 e lode!
E'  così che mi sento dentro anche in questo istante.
Ora amo e comprendo anche la "Patty" che ero un tempo e che è stata la protagonista dall'82'  al 2003.
Non che ora io non sia più "bipolare", ma mi attengo alle regole mediche ed assumo regolarmente gli stabilizzatori dell'umore, perchè buddismo è saggezza e realtà.
Tutto quel che prima era dipinto di grigio e nero ora è trasparente, nessun colore mi distoglie, ora vedo il mondo intorno a me così comè..... a colori!
 
                                     A presto
                                                Patty
 
 

Discussione su Buddismo Nichiren Daishonin - Karma

 

Citazione

Buddismo Nichiren Daishonin - Karma

Relazione fra Karma e Sange

Nei principi buddisti il pentimento è chiamato sange e potremmo dire che questo passo insegna a comprendere un aspetto del significato di sange, cioè “assumersi la responsabilità”. Egli non ebbe bisogno di analizzare la causa dei disastri. Gli bastò credere nel maestro della Legge

Gosho:

Il prolungamento della vita

kaen jogo sho
gosho zenshu pag. 985
gli scritti di nichiren daishonin vol. 4 pag. 87

 

Secondo la teoria del karma, qualsiasi caratteristica della vita individuale – la nascita, le caratteristiche fisiche e psicologiche, la famiglia, il luogo e le condizioni di nascita, l’ambiente sociale e naturale, gli eventi che formano la storia personale, le gioie e i problemi, gli incontri, le malattie e la morte – non sono frutto del caso, ma sono determinati da cause poste in precedenza. Tutte le cause accumulate attraverso il nostro comportamento sono “registrate” nella vita a un livello profondo, nell’ottava coscienza, detta in sanscrito alaya o “magazzino del karma”.

Il karma determina anche il modo in cui ci relazioniamo e reagiamo agli eventi che ci accadono; cioè orienta il nostro comportamento nel presente, che a sua volta diviene la causa karmica che si manifesterà nel futuro.

Dal punto di vista dello scorrere del tempo, la vita può dunque essere vista come un eterno flusso, determinato dalla legge del karma, in cui le cause poste producono effetti i quali, a loro volta, determinano nuove cause. Da questo punto di vista sembra assai difficile modificare anche di poco il flusso karmico, che assomiglia alla corrente impetuosa di un torrente che trascina a valle la nostra vita.
In base alla sua capacità di influenzare la vita, il karma può essere distinto in mutabile e immutabile.

 Il karma immutabile, che può essere sia positivo che negativo, deriva da cause molto forti create nelle vite passate. Ad esempio, vi sono quattro tipi di azioni che creano karma immutabile:

1) azioni derivanti da passioni e desideri incontrollabili o, nel caso del karma positivo, da una mente profondamente pura;

2) azioni, negative o positive, ripetute costantemente durante la vita di una persona [Il comportamento ripetuto crea una “tendenza karmica”];

3) azioni, negative o positive, rivolte al tre tesori del Buddismo;

4) azioni, positive o negative, rivolte ai propri genitori.

 

 


Il karma mutabile non si manifesta in un modo e in un momento predefinito, e può essere trasformato grazie alle proprie capacità personali. L’effetto del karma immutabile è invece prefissato, e compare in un momento preciso della vita di una persona.

Esempi di karma immutabile sono l’aspetto fisico e le caratteristiche di base della personalità di un individuo, l’apparire di una grave malattia e la durata della vita.
Trasformare il karma immutabile è un’impresa estremamente difficile. Ma in questo brano Nichiren afferma che un pentimento sincero potrà sradicarlo. Il “pentimento” di cui parla il Daishonin (sange in giapponese) non ha nulla a che fare con il sentimento di rimorso per gli errori commessi. Pentirsi è prima di tutto riconoscere e accettare le proprie responsabilità riguardo al passato, al presente e al futuro. Questa presa di coscienza può sembrare un peso che non ci lascia via d’uscita: se abbiamo posto noi le cause che ci fanno soffrire non possiamo lamentarci, né accusare nessuno. Essa è invece la chiave per spezzare le catene del destino. Chiedere scusa al Gohonzon, alla propria natura illuminata, ha il valore sostanziale di riconoscere i propri errori, ma anche di assumersi la responsabilità di ricominciare, sforzandosi non solo di non ripeterli, ma di orientare i propri pensieri, le proprie parole e le proprie azioni in una direzione differente.

 Sange è la lotta interiore da cui nasce il cambiamento delle proprie convinzioni e la trasformazione radicale della vita, chiamata rivoluzione umana.
Il karma immutabile più difficile da sradicare è quello che deriva dall’offesa alla Legge, cioè dal disprezzo della propria Buddità e di quella degli altri. Per cancellare questa offesa occorre comportarsi in modo opposto: credere che la nostra vera natura sia quella forte e saggia di un Budda e agire attraverso la preghiera e lo shakubuku affinché essa si manifesti.
La sofferenza che deriva dal karma immutabile può essere lancinante, e non possiamo certo far finta che non esista. Quando recitiamo Daimoku al Gohonzon non possiamo nasconderla o minimizzarla, ma nel contempo non dobbiamo lasciare che essa si identifichi con il nostro io.
La nostra mente, influenzata dal karma, ci porta a credere che la nostra identità si consumi tutta lì, in quel dolore latente o manifesto, che non ci dà scampo. Noi soffriamo perchè le nostre prime sette coscienze sono influenzate dal karma, ma noi non siamo la sofferenza: il nostro vero mondo è quello del Budda, la nona coscienza chiamata amala ovvero “incorrotta”, libera dal karma.
«Un metodo per trasformare l’energia karmica negativa in positiva – scrive Daisaku Ikeda – è accumulare una buona causa dopo l’altra. Ma non è un sistema pratico. Come continuando a mettere una pietra sull’altra a un certo punto rischiamo di farle crollare, così un nostro gesto potrebbe annullare tutte le buone cause. Soprattutto in un’epoca in cui la società è profondamente pervasa di energia negativa.